domenica 17 giugno 2012

Gli archetipi del migrante




La migrazione ha risvolti psicologici molto interessanti. La cultura ospite e quella dominante si intrecciano e tirano fuori degli archetipi nei quali, a fasi alterne, tutti noi possiamo riconoscerci. Vi presento una versione semiseria e molto personale dell'Homo Migrans.


L'innamorato: Generalmente si accompagna ad un indigeno e adora la pioggia che rende lussureggiante il suo Giardino dell'Eden. Non ammetterebbe mai di preferire volentieri alla sua pinta un bicchiere di vino, Oh Aye!







Il dissidente: Vive lamentandosi della pioggia e delle temperature e sognando il giorno in cui si trasferirà ... in Scozia (?)











Il pentito: Considera l'Italia l'unico posto dignitoso al mondo in cui vivere , ma il fato avverso gli impedisce di tornare.









L'integrato: Al "received" english preferisce di gran lunga il "fucking" english, una variante della lingua ufficiale che alterna ciascuna parola con un "fuck" opportunamente declinato.
Gli autoctoni non ne riconoscono l'accento, ma lo collocano etnicamente nella campagna di una qualche contea vicina.
Ha idee politiche molto precise, per lo più derivate dalla traduzione dei testi degli U2.







L'alienato: Risponde al telefono con "Pronto, chi è?". Non frequenta gli "stranieri" (uh?). Farebbe probabilmente la stessa vita se si trovasse in qualsiasi angolo della Terra.



martedì 12 giugno 2012

Belfastiani all'estero: Helsinki, rotolando verso Nord


La Finlandia é cara, non si tratta di un`opinione ma di un dato di fatto. Helsinki lo é ancora di più ma, se le finanze ve lo consentono, dedicatele almeno un paio di giorni.

All'inizio avevo sottovalutato il fascino del luogo, liquidandolo come una Stoccolma con un minor numero di attrazioni ma poi, complice l`hotel vicino al tradizionale mercato del pesce, ho capito che l'anima della citta non risiede in monumenti e chiese quanto, piuttosto, nel suo porto.

Helsinki ha una forte tradizione marinara, commerciale e anche quelle nuvole basse basse sull'orizzonte non hanno nulla di inquietante quanto, piuttosto, di ospitale e avvolgente, perfino caloroso.

Magie del Nord.

La luce, la bianchissima luce settentrionale, si riflette sulle chiare facciate delle case, sulla Tuomiokirkko e sulla superfice del mare, offrendo uno spettacolo abbagliante anche quando il sole é coperto da nubi.
Bici che scampanellano e pedibus di bambini - tutti rigorosamente con giubbino catarifrangente - animano le strade, in cui si nota anche una discreta presenza di turisti; le terrazze dei ristoranti sono aperte fino a tardi per chiunque voglia godere di un buon caffé, la bevanda analcolica nazionale.
Dicono che Helsinki, come tutta la Finlandia, abbia un carattere duale: sole e luna scandinavi sembrano raccontare quasi la favola di una lady Hawke moderna, lasciando tanto spazio all`immaginazione del visitatore, stupito che il lieto fine, per una volta, possa esistere anche nella realtà.

L.

martedì 29 maggio 2012

Knoeth & Newgrange: quattro pietre in fila

La contea Meath, o contea dei re, è un territorio dalla storia antica. Un paio di week end fa vi siamo stati per vedere la Boyne Valley, zona con i resti neolitici più importanti dell'Europa occidentale.

Si trova a 1 ora e 40 da Belfast ed è molto facile arrivarci. Il che già di suo è piuttosto strano perchè, sebbene nell'isola ci siano migliaia tra megaliti e dolmen, sono appena un centinaio i cartelli stradali che li indicano ai visitatori (il "piano viario nazionale" è ispirato alla mappa della Terra di mezzo).

Newgrange, Kneoth e Tara rivelano un'età dell'oro pre-celtica, precedente di 1.000 anni Stonenge e di 600 la piramide di Giza in Egitto; un periodo durante il quale vennero innalzati monumentali megaliti grazie ad una tecnologia e a conoscenze artistiche, scientifiche e astronomiche difficili da immaginare.
Potrebbe capitarvi di provare la sindrome di Stendhal, sebbene, da italiani come noi, è più probabile che ve la provochino i servizi offerti dal sito archeologico che i manufatti artistici.
Si può usufruire, infatti, di una navetta interna con i posti riservati per raggiungere Newgrange e poi Kneoth. La guida, in inglese, è inclusa nel prezzo del biglietto, 11 euro di convenienza.
Qualora dobbiate attendere un po' per il bus a voi assegnato, potrete approfittarne per visitare il museo interno o la caffetteria - sì, l'espresso è indecente, ma lo sapevate già.

Mentre eravamo sul posto non abbiamo potuto fare a meno di ascoltare il solito gruppo di italiani - non voi -  che, come prevedibile, denigrava le "quattro pietre in fila".

Sorvolando sul fatto che le pietre sono in cerchio e non in fila, e che non sono 4 ma migliaia, io e Laura abbiamo riflettuto su come siamo poco preparati ad un turismo diverso, che sia culturale o meno. Pronti a bearci sempre delle bellezze nazionali, non riusciamo a guardare oltre il nostro ombelico. Fieri del primato italiano, difficilmente riconosciamo il primato altrui o altri meriti, come quelli organizzativi, mentre potremmo imparare tanto. A ciò probabilmente si aggiunge la scarsa conoscenza della lingua inglese, che non ci permette di fruire dell'informazione offerta.

Noi abbiamo "tirato la pietra", voi cosa ne pensate?

venerdì 18 maggio 2012

Belfast e Dublino: un'Irlanda tutta da scoprire


Pubblico un post del 2009 al quale sono particolarmente affezionata. Qualche anno fa partivo più alla ricerca del futuro che di un luogo da visitare. Arrivai con Luigi in un'Irlanda diversa, in una città dal passato difficile, con molte promesse per il futuro.
Accettammo dunque la sfida e non possiamo dire di esserci pentiti!

Perchè l'Irlanda non è solo Dublino...


"Sono stata alcune ore in Irlanda. Quasi tre giorni in verità. Pare anche che ci tornerò. Comunque sia, sono stata in Ulster, Irlanda del Nord, e solo per un pomeriggio a Dublino. Che mi è sembrata caotica e trafficata, e battuta dalla grandine, pure se bella lo è.

Io, invece, sono andata a Belfast, città nota in passato per i Troubles, gli scontri tra nazionalisti e lealisti. Oggi, secondo il Sudafricano dell'ostello, è la seconda città più sicura al mondo.

Sarà, ma io ero partita molto più che prevenuta. E come la regola vuole, mi sono dovuta ricredere. La città è pacifica, tranquilla, piena di gente cordiale. Amichevoli, questi Irlandesi, ah però, anche se usano la sterlina e guidano storto.

Titanic Memorial 2012
Non che Belfa (come simpaticamente è stata rinominata) sia la città più bella del mondo. Però ha in cantiere un sacco di opere stupende, ed il brutto è che tu ci sei lì, vedi le gru, gli operai, i lavori e ci credi che finiranno nel 2012. W Sua Maestà, o comunque la si voglia chiamare da quelle parti.

Insomma, alla fine l'Irlanda è molto di più che Guinness, prati verdi e pub. Sembra che stare lì sia un po' come respirare una promessa. Di pace, in Ulster. Di rinascita. Di prosperità.

Vi terrò aggiornati e intanto, se dovesse capitare, un biglietto per Belfast pigliatelo: i murales da soli valgono il prezzo di andata e ritorno."

L.

domenica 6 maggio 2012

Vintage gaming lethal cocktail: Paracetamolo e Informatica

Qualche anno fa una ricerca dell' università di Cambrige scopriva che quanto più la tecnologia diventa "user friendly", tanto meno gli studenti di informatica sono preparati.
Quindi un computer rudimentale darebbe loro gli strumenti migliori per sperimentarsi senza rischiare di distruggere il nuovo iPad (peccato!).
Così nasce il Raspberry Pi, diventato oggetto del mio desiderio da quando ho letto le specifiche tecniche: 22£ di vetronite, silicio e stagno.
Ad aumentare la voglia di acquistarlo, due fattori:

  • tutto il "nerdume" da modder trovato in rete, di cui solo un informatico d'annata può subire il fascino;
  • l'esaurimento di tutte le scorte già in pre-vendita (350 mila pezzi), con una lunga lista d'attesa per la "prossima sfornata".

Dopo essermi messo in coda, non mi è restato che fantasticare sulle cose da fare con il mini-pc. Dalle applicazioni di domotica ad una internet radio, per finire con la riproduzione di un videogame da sala giochi degli anni 90,
il cosiddetto Arcade, ve lo ricordate? con la bruciatura di sigaretta sui tasti nonostante il cabinet avesse il posacenere incorporato (sembra paleolitico).

Ma in una di quelle giornate da racconti di Dickens, ammalato e abbandonato dagli affetti (Laura non mancherebbe mai ad un global market), un'idea ha risvegliato i miei sensi.
Possedevo già un dispositivo da hackerare: la Wii.
Ed è cominciata l' "operazione vintage gaming" per invecchiare la mia consolle di una ventina di anni. Vi avrei caricato quei giochi di cui avevo dimenticato il nome nonostante la valanga di gettoni spesi - chi sa se avrei potuto pagarci il mutuo.
Sono molto orgoglioso di presentarvi il risultato.
(Nelle immagini che seguono la scatola di paracetamolo farà le mie veci, per evitarvi lo shock del mio degrado estetico e testimoniare le avverse condizioni di salute).
Questa immagine compariva quando il gestore della sala doveva riavviare un videogioco bloccato (era lecito chiedere un gettone gratis)

Golden Axe lampeggia "Insert coin" prima ancora di avviarsi.

Vintage gaming: non morite dalla voglia di cambiare 1000 lire in gettoni?

Chiunque abbia mai fatto filone (marinato la scuola)  nel Vesuviano, avrà giocato a questo videogame da "Zi Catarì" a Pompei.

venerdì 20 aprile 2012

Dubbing Trouble: Cinefili all'estero

Il primato della scuola di doppiaggio italiana è riconosciuto dagli esperti di tutto il mondo, ma quando uno straniero capisce che vedi i film doppiati non potrà che sorridere e, se potesse, immaginerebbe scene fuori sincrono tipo "I Promessi Sposi" del trio Solenghi Marchesini Lopez.
Fuori dal Bel Paese, infatti, i sottotitoli sono la norma e per chi non è abituato può essere molto difficile: pensi in italiano, leggi in Inglese e ascolti una lingua a caso. (Tanto per divertirci l'ultima volta Laura ha optato per l'iraniano.) Dopo il film, parli come il monaco deficiente de "Il nome della rosa", anche se ci sentiamo di tranquillizzarvi: il giorno dopo riprenderete semplicemente a parlare male in inglese e in italiano.


Dormire, infatti, resetta il cervello alla lingua default. Un trucco per riprendersi in tempi rapidi è usare le interlocuzioni in lingua (well, actually). La conferma l'ho avuta quando un amico dissipò il "silenzio da traduzione" con un inaspettato "brilliant", tra lo stupore attonito e un po' invidioso degli italiani presenti al suo stesso tavolo.

La questione del doppiaggio diventa palese se si guarda il commissario Montalbano sulla BBC. Impossibile non notare che ogni personaggio è fatto dalla propia voce come dai gesti e lo stesso Salvo, senza le sue "strigliate" (premesso che parlare ad alta voce in UK è punito per legge) sarebbe un altro personaggio.
Se poi una serie britannica viene comprata dalla RAI la cosa diventa ancora più evidente.
Il baritonale e misterioso Sherlock Holmes, doppiato in italiano, si trasforma in un ragazzetto irriverente e sessualmente ambiguo ("Scerloccò" nella versione italiana).
Per noi maschietti poco male, ma Laura, sotto shock, stava organizzando un sit in Viale Mazzini per bardare il cavallo morente con fiocchi rosa, quale atto dimostrativo. Poi, ha semplicemente deciso che vale la pena imparare l'inglese anche solo per ascoltare Benedict Cumberbatch. Fate un po' voi...

venerdì 13 aprile 2012

Nuvole: l'eclissi di sole irlandese permanente

I percorsi di questo blog si avventurano spesso in questioni culturali che distinguono il popolo italiano da quello irlandese, talvolta riuscendo anche a dipanarne qualcuna. Ma i nostri (in)soliti mezzi non potranno mai spiegare un fenomeno: quello "atmosferico".
Perché in Irlanda piove sempre?
Ho provato a formulare alcune teorie attenendomi a diversi ambiti dello scibile umano.
Se avete altre idee, suggerite senza indugio:

Le previsioni meteo per i prossimi 5 lustri.
  • Scientifico: 
    • la reazione tra l'enorme quantitá di alcool ingerito e la conseguente valanga di "ammoniaca" prodotta, sviluppa nuvole alcaline.
      Il fenomeno chimico spiegherebbe anche il rutilismo come risultato delle conseguenti piogge acide. In Irlanda, infatti,  molti hanno i capelli rossi, 
      nonostante il genotipo etnico sia moro. (Non ho trovato riscontri circa quest'ultimo dato, ma l'informatrice anonima locale, mora, si tinge i capelli di rosso);
    • l'introduzione dei conigli in Australia, insieme con la cacciata dei serpenti dall'isola ad opera di San Patrizio, hanno alterato irrimediabilmente l'ecosistema, generando uno squilibrio che ha modificato il microclima per sempre; 
  • Legale:
  • Teologico:
    • una punizione del Dio della Linguistica per le troppe parole che significano pioggia: raining, drizzling, spitting, showering, pouring, dashing, pissing.
  • Mitologico:
    • Il solito Paddy, a causa di un errore ortografico nel contratto con un Lepricauno, ha confuso sol con soul e invece di vendersi l'anima, s'é venduto il sole; (troppo Irish questa, non so se arriva).
Tuttavia, siccome siamo ottimisti, ecco una fantasiosa lista di aspetti positivi.
  • Cose utili che fa la pioggia:
    • nei beer garden (pub all'aperto) la pioggia é il modo piú economico per avere sempre il boccale pieno. Si risparmia anche di fare la fila al bancone, (quando si dice "vedere il bicchiere mezzo pieno");
    • in mancanza del bidet, le continue "showers" garantiscono un livello accettabile di igiene;
    • nessuno ha bisogno di innaffiare il proprio prato all'inglese;
    • nessuno aspetta che non piova per fare o non fare qualcosa;
    • Fabio Fazio non conduce nessuna trasmissione;
    • anche gli usurati argomenti di conversazione metereologici possono indrodurre discussioni strutturate e avvincenti.